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Politiche giovanili

martedì, aprile 22nd, 2008

Girovagando in Internet mi sono imbattuto in un sito dove si affermava, curiosamente ma non troppo, che il modo con cui si portano avanti le politiche giovanili indica la capacità di un paese di occuparsi di sé stesso.

Molto spesso, consciamente o meno, molti tendono purtroppo a considerare le politiche giovanili come un compartimento stagno; un canale che solo accidentalmente comunica con gli altri vasi che compongono una sana politica trascurando così le innumerevoli implicazioni che questa attitudine avrà, a lungo termine, sul benessere collettivo.

Se è vero, ed è vero, che gli anziani rappresentano la nostra memoria collettiva e che in quanto tale, ma non solo, vanno tutelati e rispettati, è altresì doveroso sottolineare il fatto che i giovani sono il solo corpo in cui questa memoria può perpetuarsi (insieme alla nostra caratteristica e distintiva semplicità e genuinità che raramente troviamo nelle città del nostro Cantone e che tanto mi piace trovare qui in Valle).

In un mondo sempre più interconnesso ed orientato ai servizi una politica giovanile in senso lato, a mio modesto modo di vedere, dovrebbe soprattutto essere orientata a creare una piattaforma di opportunità lavorative non solo per le classiche figure professionali a cui siamo abituati (che vanno indubbiamente e sicuramente tutelate anche in futuro), ma anche quelle ad alto valore aggiunto (perché, volenti o nolenti, sono e saranno sempre più questi i profili professionali che garantiranno un certo grado di sicurezza, benessere e crescita economica alla nostra comunità).

Inoltre, per poterci occupare e stare vicino ai nostri genitori e nonni, per evitare di dover “emigrare” lasciandoci alle spalle la nostra amata terra noi giovani abbiamo soprattutto bisogno di poter mangiare, necessitiamo in primo luogo di disporre di infrastrutture che ci consentano di trovare un lavoro che sia maggiormente consono ai bisogni attuali del mercato.

Il mio augurio è che gli odierni gestori della cosa pubblica sappiano sviluppare queste future fonti di benessere oltre che proteggere, per quanto possibile, quelle odierne tipiche di un contesto vallerano come il nostro; le buone idee nascono spesso e volentieri grazie al particolare ambiente in cui germogliano e crescono i nostri figli e la politica giovanile dovrebbe anzitutto essere un mezzo per permettere ai giovani di entrare in contatto con le opportunità che, sotto molti aspetti, le rivoluzioni tecnologiche e culturali che stiamo vivendo oggi ci offrono.

Trovare le giuste sinergie al fine di promuovere iniziative in questo senso, tramite il nuovo comune, dovrebbe essere più facile di quanto non lo fosse prima ed il ruolo di primo piano che il PLR ha svolto in seno all’aggregazione è un segno tangibile che le cose cominciano a cambiare e che le persone comprendono sempre più l’importanza che la forza del singolo comune aggregato può avere in questo senso: la fusione dei vari comuni è un primo passo verso la creazione di una fucina delle idee e delle sinergie che offrono finalmente l’opportunità alla nuova realtà comunale di promuovere iniziative di sviluppo in questo senso e su tutto il territorio, sfruttando le maggiori risorse finanziarie ed una maggiore capacità delle istituzioni politiche di promuovere iniziative che, nella realtà frammentata di poco meno di due anni fa, faticavano forse più di oggi a trovare sbocchi.

In vista delle prossime elezioni comunali, affrontando il tema del rinnovamento generazionale e dimostrando nei fatti di comprendere realmente il ruolo centrale che i giovani svolgono nella società, la sezione PLR di Blenio ha deciso di proporre agli elettori una rosa di candidati la cui età media non tocca nemmeno i 40 anni. Molti non sono noti ai più e le loro candidature non mancheranno probabilmente di far discutere esponendo forse, ma mi auguro vivamente di no, l’intera lista e la dirigenza del partito a varie critiche.

È ben vero che si sarebbero potuti proporre personaggi maggiormente navigati, conosciuti e di sicura esperienza, ma altrettanto lo è il fatto che un buon numero di loro è presente e saprà sicuramente accompagnare, formare e lanciare molti giovani quali futuri gestori della cosa pubblica.

Inoltre, se si accetta il fatto che le politiche giovanili in senso lato svolgono un ruolo centrale per la sopravvivenza stessa della comunità è altresì doveroso ammettere che non vi sono, ma potrei anche sbagliarmi, personaggi maggiormente adatti quali promotori di nuove idee e direzioni di sviluppo. Se esageriamo nell’escludere i giovani perché privi di esperienza, trascuriamo il fatto che debbano anch’essi poter giudicare ed esprimersi riguardo alle attività e alle infrastrutture pubbliche e politiche che occorrono loro per far fronte alle sfide future.

Credo e spero quindi di parlare a nome di tutti i giovani in lista chiedendo a tutti gli elettori, ed in particolare a quelli liberali radicali, di sostenere le liste proposte e dare un chiaro segnale di sostegno alle coraggiose scelte, ma sicuramente responsabili, operate dal partito per le elezioni prossime venture.